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Tag 2006

A un amico forestiero

di civettone (07/05/2007 - 11:16)

  Per il turista il Palio ‘un è fatto,

 son diciassette le nostre Contrade

 che di colori riempion le strade,

 e che ti fanno dar fuori da matto.

 
E’ per loro che compi ogni atto,

 e ogni volta che vince o che cade,

 sali in alto o sprofondi nell’Ade,

 è il tuo “Amore”, il termine esatto.

 
E’ un amore che accende gli affetti,

 è un amore da fare spavento,

 è un amore che dura una vita.

 
Fa sognare i color prediletti,

 è quel cencio a garrire nel vento,

 ogni anno è una storia infinita.

Tag: Sonetto,Poesia,Civetta,2006,palio

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Gita a Trento e Cantine Ferrari - 20.10.2006. Oppure.... ...come titolo alternativo...

di civettone (16/01/2007 - 10:59)

SULLE TRACCE DELL’ELFO PETESSE

- Prologo - (dall'articolo del n.4 del Civettino 2006 - Di Gianfranco Bimbi)

 

 

 

 

 

 Era una notte buia e tempestosa… No! ho sbagliato. Questa è un’altra storia.

Era una mattina grigia ed umida. Folate di nebbia umida e appiccicosa avvolgevano mezzi e persone che si erano dati appuntamento laggiù, nel parcheggio della piscina dell’Acqua Calda (sarà stato il caldo dell’acqua della piscina a formare tutta quella nebbia? Boh! Chissà?).

Esattamente alle prime luci dell’alba un eterogeneo gruppo di umani (si avverte tanta umanità la mattina presto) si era dato appuntamento per intraprendere un viaggio su al nord, alla scoperta di bollicine ben più interessanti e gustose di quelle che si posavano beffardamente sulla facce assonnate.

Dopo i saluti ed i convenevoli di rito (mugugni è forse la parola che più si adatta alla situazione) tutti salimmo sul pullman e scegliemmo i posti dove sedere applicando la rigorosa regola che dice: “due posti sono meglio che uno”.

Stranamente, non ci fu il solito assalto all’ultima fila. Mah!

Non è invece strano il fatto che la mattina presto per qualcuno è veramente presto. Così presto che dovemmo andare a svegliarlo e prenderlo direttamente a casa sua.

Appena partiti ci accorgemmo che le luci dell’alba erano ancora di là da venire. La pallida e fioca luce dei lampioni filtrava qua e là fra gli sbuffi di nebbia formando chiazze e ghirigori luminosi.

Come sempre accade, dopo un primo momento di generale euforia e chiacchiericcio, uno strano e diffuso senso di spossatezza si impadronì dei nostri corpi Inesorabilmente ognuno piombò in uno stato di profondo e per certi versi strano torpore.

Quando infine l’alba fece il suo ingresso nel mondo, non fu un ingresso spettacolare continuava la nebbia a cui, di tanto in tanto, si sostituiva una uggiosa ed insistente pioggiarellina tipicamente autunnale, eravamo ormai arrivati a ridosso delle montagne dell’Appennino centrale.

Le numerose curve che il nostro bravo e attento autista affrontava con perizia ebbero l’effetto di scrollarci di dosso il torpore in cui erano caduti.

La nebbia e le nuvole che avvolgevano a tratti la montagna cambiavano e si trasformavano via via che il pulman affrontava la strada tortuosa, come un gigantesco caleidoscopio naturale, dando al territorio circostante un aspetto ambiguo e misterioso in cui la presenza di forze magiche e forme arcane era senz’altro plausibile.

Immancabilmente iniziammo a parlare a bassa voce, quasi cercando di non farsi udire, di giochi di ruolo animati da personaggi leggendari quali maghi, gnomi fate elfi e quant’altro la fantasia riusciva a creare.

Ad un certo punto Aldo declamò senza apparente motivo e con voce alta e profonda: “Esisteva Eru, l’Uno, che in Arda è chiamato Iluvatar;ed egli creò per primi gli Ainur, i Santi, rampolli del suo pensiero, ed essi erano con lui prima che ogni altro fosse creato.

Un pesante silenzio carico di interrogativi e di aspettative, anche di forte perplessità, scese su tutta la comitiva.

Chiedemmo di chiarire queste arcane parole.

Iniziò così una spiegazione dettagliata delle attività svolte nei giochi di ruolo e dei vari personaggi da lui impersonati. Fummo inesorabilmente attratti dalla descrizione del personaggio della famiglia degli Elfi che immediatamente e solennemente ribattezzammo l’Elfo Petesse.

Inizia a questo punto il racconto delle avventure e delle epopee vissute da questo, già da adesso, leggendario personaggio.

Ormai, come cani che annusano una traccia, eravamo saldamente “sulle tracce dell’Elfo Petesse”.

- Continua -

Alcune foto della gita

 
   
   
   
   
   
   
   
   
   
E sulla strada del ritorno... ...non solo c'è chi mangia... ...ma c'è anche chi ha il coraggio di ridargli di gotto!!!!
ALLA PROSSIMA!!!

 

 

 

 

 

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Novello 2006

di civettone (11/01/2007 - 11:14)

 

 

A chiusura della manifestazione, quest'anno abbiamo invitato Alvalenti che ha presentato una versione riveduta e corretta, sul tema vino, del suo personaggio, offrendo una piacevolissima serata a tutti gli intervenuti.

Foto e video della serata

   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
 E come sempre tutto finisce col consueto gotto....  ...non disdegnando anche qualche bocconcino prelibato...

 Alcuni video della serata

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

 

 

 

 

 

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Di 28 ce n'è una... Edizione 2006-2a Parte

di civettone (21/08/2006 - 14:38)

Riporto l'articolo di Valentino su

"Il Civettino" di agosto 2006

“DI 28 CE N’E’ 1”

..e tutti l’altri un so nessuno!!!..

Foto e filmati della serata finale

L’evento sportivo più caldo dell’estate senese.

Con la cena di venerdì 7 luglio si è definitivamente chiusa la pagina del torneo di basket 3 vs 3 sulle lastre di Piazza Tolomei: “Di 28 ce n’è 1”.

L’iniziativa, organizzata dalla Società Cecco Angiolieri, in particolare dagli addetti allo sport e comunque grazie alla collaborazione di moltissimi contradaioli, è giunta alla seconda edizione (la prima fu nel 2004) ed ha riscontrato, oltre ad una cornice di pubblico notevole in tutte le serate, anche un indice di gradimento, da parte di giocatori e non, veramente elevato.

L’evento, perché di evento è il caso di parlare vista la macchina organizzativa che vi sta dietro e l’attenzione anche a livello cittadino e non solo contradaiolo che attira, si è svolto in tre serate di gioco più una per la premiazione degli “atleti” partecipanti, svoltasi però, non in Piazza Tolomei ma  all’interno dei locali della Contrada.
Le squadre pronte alla partenza del 22 giugno erano sedici (due per la nostra contrada), numerosità questa che ha permesso di organizzare il torneo in quattro gironi da quattro squadre ciascuno, con scontri “all’italiana” in modo da poter far giocare ad ogni singolo team almeno tre partite.

La fase dei gironi si è conclusa nelle prime due giornate di gioco, lasciando spazio all’intero sabato per la fase più interessante: quella ad eliminazione diretta; nella quale si sono, come da tabellone, scontrate le migliori otto.

Un commento doveroso riguarda il livello tecnico/fisico del torneo: penso che per quello che riguarda la fase finale, sia stato veramente elevato, ma comunque si sia tenuto su buoni livelli anche durante i gironi eliminatori.

Non ci scordiamo che si tratta sempre e comunque di un torneo organizzato da una Contrada e non certo da un ente sportivo riconosciuto a livello CONI, non ci scordiamo che si giocava in mezzo alla pietra serena e non nel parquet incrociato del Boston Garden,

 con tutte le difficoltà e le conseguenti figuracce che da essa derivano, non ci scordiamo che chiunque sia sceso “in campo” lo ha fatto per divertirsi e non certo per qualche ricco premio finale; bene, nonostante tali considerazioni, dal punto di vista tecnico come si fa a non annotare la presenza di giocatori che appartengono a società di serie D, C2, C1 sino alla B1?!!

Tutto ciò ha reso possibile di allestire una fase ad eliminazione diretta ad altissimo spessore tecnico/fisico (per dare un’idea la formazione dell’Istrice, che schierava tre giocatori tesserati in C1, non vi ha preso parte), nella quale la Civetta ha comunque piazzato una squadra formata unicamente da giocatori non tesserati nella stagione agonistica appena conclusa.

Complimenti dunque ai nostri “atleti” che si sono aggiudicati la terza piazza a pari merito con l’Oca di quel Matteo “Colonna” Daviddi (ricordiamo, per chi non lo conoscesse, che la punta dei capelli del ragazzo di Fontebranda dista solamente 215 cm dalle pianta del suo 54 di scarpe!!!!..) che due anni fa ci sconfisse in finale.

La finale di questa edizione, è stata giocata, tra due squadre che già ai nastri di partenza davano impressione di poter arrivare molto in avanti: la Giraffa e la Pantera, che al termine di una splendida contesa, si è aggiudicata la seconda edizione del Torneo.

Vince dunque la Pantera (della quale vogliamo ricordare anche l’altra squadra, quella senior, vista l’età dei giocatori…), ma vince soprattutto la voglia di giocare, e di giocare nel salotto buono della città, di stare insieme e divertirsi prendendo parte ad un evento che ricopre, ormai definitivamente, un ruolo primario tra le manifestazioni sportive dell’Estate Senese.

Mi fa piacere infine sottolineare, la partecipazione di un addetto ai lavori che ormai per noi è diventato una specie di istituzione: il sempre presente (anche nell’edizione 2004) Daniele “Rambo” Bellocci; l’unico e vero arbitro del torneo.

Al prossimo anno.

 

      
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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