6 Gennaio - Arriva la Befana!
Gita a Trento e Cantine Ferrari - 20.10.2006. Oppure.... ...come titolo alternativo...
SULLE TRACCE DELL’ELFO PETESSE
- Prologo - (dall'articolo del n.4 del Civettino 2006 - Di Gianfranco Bimbi)
Era una notte buia e tempestosa… No! ho sbagliato. Questa è un’altra storia.
Era una mattina grigia ed umida. Folate di nebbia umida e appiccicosa avvolgevano mezzi e persone che si erano dati appuntamento laggiù, nel parcheggio della piscina dell’Acqua Calda (sarà stato il caldo dell’acqua della piscina a formare tutta quella nebbia? Boh! Chissà?).
Esattamente alle prime luci dell’alba un eterogeneo gruppo di umani (si avverte tanta umanità la mattina presto) si era dato appuntamento per intraprendere un viaggio su al nord, alla scoperta di bollicine ben più interessanti e gustose di quelle che si posavano beffardamente sulla facce assonnate.
Dopo i saluti ed i convenevoli di rito (mugugni è forse la parola che più si adatta alla situazione) tutti salimmo sul pullman e scegliemmo i posti dove sedere applicando la rigorosa regola che dice: “due posti sono meglio che uno”.
Stranamente, non ci fu il solito assalto all’ultima fila. Mah!
Non è invece strano il fatto che la mattina presto per qualcuno è veramente presto. Così presto che dovemmo andare a svegliarlo e prenderlo direttamente a casa sua.
Appena partiti ci accorgemmo che le luci dell’alba erano ancora di là da venire. La pallida e fioca luce dei lampioni filtrava qua e là fra gli sbuffi di nebbia formando chiazze e ghirigori luminosi.
Come sempre accade, dopo un primo momento di generale euforia e chiacchiericcio, uno strano e diffuso senso di spossatezza si impadronì dei nostri corpi Inesorabilmente ognuno piombò in uno stato di profondo e per certi versi strano torpore.
Quando infine l’alba fece il suo ingresso nel mondo, non fu un ingresso spettacolare continuava la nebbia a cui, di tanto in tanto, si sostituiva una uggiosa ed insistente pioggiarellina tipicamente autunnale, eravamo ormai arrivati a ridosso delle montagne dell’Appennino centrale.
Le numerose curve che il nostro bravo e attento autista affrontava con perizia ebbero l’effetto di scrollarci di dosso il torpore in cui erano caduti.
La nebbia e le nuvole che avvolgevano a tratti la montagna cambiavano e si trasformavano via via che il pulman affrontava la strada tortuosa, come un gigantesco caleidoscopio naturale, dando al territorio circostante un aspetto ambiguo e misterioso in cui la presenza di forze magiche e forme arcane era senz’altro plausibile.
Immancabilmente iniziammo a parlare a bassa voce, quasi cercando di non farsi udire, di giochi di ruolo animati da personaggi leggendari quali maghi, gnomi fate elfi e quant’altro la fantasia riusciva a creare.
Ad un certo punto Aldo declamò senza apparente motivo e con voce alta e profonda: “Esisteva Eru, l’Uno, che in Arda è chiamato Iluvatar;ed egli creò per primi gli Ainur, i Santi, rampolli del suo pensiero, ed essi erano con lui prima che ogni altro fosse creato.”
Un pesante silenzio carico di interrogativi e di aspettative, anche di forte perplessità, scese su tutta la comitiva.
Chiedemmo di chiarire queste arcane parole.
Iniziò così una spiegazione dettagliata delle attività svolte nei giochi di ruolo e dei vari personaggi da lui impersonati. Fummo inesorabilmente attratti dalla descrizione del personaggio della famiglia degli Elfi che immediatamente e solennemente ribattezzammo l’Elfo Petesse.
Inizia a questo punto il racconto delle avventure e delle epopee vissute da questo, già da adesso, leggendario personaggio.
Ormai, come cani che annusano una traccia, eravamo saldamente “sulle tracce dell’Elfo Petesse”.
- Continua -
Alcune foto della gita












































E sulla strada del ritorno... ...non solo c'è chi mangia... ...ma c'è anche chi ha il coraggio di ridargli di gotto!!!!



ALLA PROSSIMA!!!
Novello 2006
Alcuni video della serata
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