Ciao sono civettone
Vedi il mio profilo


Settembre 2006

DLMM GVS
1 2
3 4 5 6 7 8 9
10 11 12 13 14 15 16
17 18 19 20 21 22 23
24 25 26 27 28 29 30

Tag

Ultimi commenti

Nuovi post

Diffondi i contenuti

Aggiungi al mio Dada

Aggiungi al mio Dada

Condividi i contenuti

De.licio.us
Archivio Settembre 2006

Il dito nell’occhio...

di civettone (15/09/2006 - 15:25)


…e poi si va dal nocciolo, a dagli un altro gocciolo, schiavi del vino noi siam, perciò beviam, beviam!!!!!

E tante altre ce ne sono di canzoni, senesi e non, che inneggiano al Dio Bacco, alla sbornia vista come un momento felice della vita, al vino e compagnia cantando…

I numeri ci dicono che in Europa i morti legati all’alcool sono 115.000 ogni anno, in Italia le stime sono(le più ottimistiche) di 17.000 morti, pari a quasi mille volte la strage di Nassiriya, un avvenimento che ci ha riempiti tutti di orrore, ma che riferita all’alcool non ci smuove nessun sentimento!
E a Siena quanti sono? E quanti di questi frequentano le nostre Contrade?

Quale amicizia dimostriamo al contradaiolo completamente ubriaco, che noi ci divertiamo a prendere in giro, senza fare niente perché smetta di farsi del male? Anzi è argomento di discussione tra di noi: Sai Tizio ha bevuto 34 amari,e Caio 22! Sempronio l’altra sera invece ha scolato almeno tre bocce di vino!

Quando invece si parla di droga tutti, nessuno escluso, commenta in maniera negativa, deplora, condanna, esorta, etc etc. Prendiamo però una definizione scientifica di droga: “E’ una sostanza utilizzata al fine di procurare sensazioni piacevoli, che provoca alterazioni (momentanee o permanenti) alla psiche, che necessita di essere assunta in quantità sempre maggiori per dare lo stesso effetto e alla quale si diventa incapaci di rinunciare per motivi sia psicologici che fisici.” Provate a sostituire la parola droga con alcool…

Sia chiaro, nessuno vuol vietare quella che, per tutti noi, è un’ abitudine culturale ed alimentare, insomma fa parte del nostro modo di essere! Bisogna però capire, ed insegnare in particolare ai più giovani, che il bere bene, e cioè moderatamente e prodotti di qualità, non deve essere confuso con il bere per intontirsi, per dimenticare le proprie paure, tensioni, insoddisfazioni.

Se ogni tanto beviamo un bicchiere in più(e non un litro) non c’è assolutamente niente di male, una dose minima di alcool serve a sentirsi più rilassati, ci aiuta a stare bene con gli altri, ci fa comunicare meglio, ci libera dai pensieri tristi.

Ma, per parafrasare il grande Benigni:“Pole il bria’o essere uguale all’omo? NO! E’ aperto il dibattito!”

Vota questo post